BALUGINE
Serata che eclissi,
scoscesa e pellegrina,
impigliata nella piega scarlatta.
Chiarore illuminiscente,
scocco di lieve melodia,
profumo che danzi
da traccia impalpabile
nel senso che resta.
Verticale stai a
graffiare fianchi
e profili di vette,
al piano marino regali incanto.
Balugine d’oro, di sole,
di cielo in solenne dipartita,
dirigi lo sguardo all’infinita
ascesa, lontana da ogni cosa,
specchiata nel cerchio dell’acqua…
E io ti chiamo
aberrante fine eppure esatta,
sospiro, fatica,
dorata custodia di una notte volta
al nascente tepore della nostra nuova
alba.
di Daniela Bruni Curzi
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Informi mutamenti
Non sono vite altrui
quelle storie incarcerate
che ci vengono incontro,
alticce come ubriaconi impenitenti.
Fusti di faggio abbattuti
e ammonticchiati scompostamente
da pigri forestali.
E fu un incontro o un addio?
Io l’allarme, tu particelle di
sorrisi nuovi e potenti.
Ma lo senti anche tu,
l’ultimo calpestio
della calante età?
Oscillazioni spaventevoli
sul bordo del precipizio
biancogesso
ci attraevano,
ci repellevano.
Ma le vedi anche tu,
le trappole tese tutte intorno a noi
che pure non ci si svelavano
contro la volta del cielo
grande come una mano?
E alzati, e scuotile
più forte che puoi.
Strattonale.
Non sono blocchi di marmo
inavomibili
non sono valichi
gelidi di gennaio.
Sono filo di bachi in cima alle labbra:
informi mutamenti del tempo
mai più pienamente umano,
incalzati da scie d’incenso
a confonderci il senno e l’olfatto.
di Daniela Bruni Curzi
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